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Centro Studi e Ricerche d'arte 

Giorgio Ulivi

 

Giorgio Ulivi, eccellente artista pistoiese, sviluppa una ricerca attenta e puntuale, svolta tra il mondo numerico e le parole trascritte, restando con emblematici spartiti cromatici adeso alla vigorosa ricerca spaziale

Profilo Biografico

Dopo aver interrotto gli studi, lavora per alcuni anni in laboratori artigianali prendendo dimestichezza con quella manualità e gusto alla manipolazione dei materiali che saranno determinanti per la sua futura attività artistica. Riprende gli studi e nel 1964 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Firenze con il pittore futurista Primo Conti. In seguito i contatti con lo stesso saranno assidui e duraturi. Una ricerca di studio lo porta a contatto con alcuni componenti del gruppo "Cobra": Dotrernont, Alecinsky, Jacobsen e altri. Nel 1969 è presente alla Quadriennale Romana con alcune opere di impronta astratto-espressionista. Negli anni '70, la ricerca, motivo ricorrente del suo lavoro, lo porta a realizzare una serie di opere sulle "Geometrie impossibili", giocate tutte sull'ambiguità della costruzione dello spazio. Questo lavoro gli consentirà, in seguito, di indagare sui percorsi "Altri" dalla tradizione imposta dal Rinascimento. Nascono così i piani neri specchianti con prospettive ribaltate su piani sfalsati e aggettanti. Seguono una serie di opere su carta dove lo stesso risultato viene ottenuto dividendo lo spazio con fasce parallele di colori, instradate su binari divergenti. Dagli anni '80 lavora sulla valenza "Struttura-Colore".Risale a questi anni l'incontro con il poeta cubano Carlos Franqui, la cui amicizia e fiducia sono stati determinanti nello sviluppo del suo lavoro. Franqui lo mette in contatto con Piero Dorazio. Il lavoro di questi ultimi anni si scosta dalla superficie del quadro per indagare uno spazio più articolato e complesso. La sua pittura e le sue direzioni escono dai perimetri della tela; cambiano così anche i materiali. Non più tela e telaio mametalli e altro che vengono ad arricchire così il suo vocabolario pittorico.Il lavoro di questa prima decade del 2000 si caratterizza delle valenze rivolte ad una ricerca sulla scrittura sul segno e sul colore. Realizza le sue opere con la tecnica del collage di pagine stampate con la serigrafia realizzare dallo stesso E' la stagione del grande e del piccolo formato.

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Testi Critici

"Io credo in un lavoro che preveda una costante riflessione sulla storia della Pittura ( e non solo quella ). Credo in un passato che non sia sequenza casuale d'avvenimenti ma coscienza critica che crei le condizioni per il presente ": (è una confessione - di Ulivi)

Le ultime opere di Giorgio Ulivi sono una festa di colori, una pioggia di colori, un volo di colori. Danza colorata in continuo movimento, libertà geometrica, geometria umana, irregolare, creatrice, al ritmo della mano e della mente del pittore, senza la rigidità delle linee rette nè delle figure classiche, alternando profondità, ritmo e bellezza. Le immagini vengono verso di te, i tuoi occhi vanno verso di loro, in uno spettacolare incontro di esultanza pittorica. Rossi intensi, rosa vibranti, verdi luminosi, bianchi che risplendono sopra intensi azzurri, gialli di alba e tramonto, grigi sobri, neri vivi che vincono la temibile mortalità della loro natura. Il colore non uccide il disegno, nè il disegno combatte il colore. Profondità e prossimità equilibrate nella loro disarmonica armonia. (Carlos Franqui)

Se non fosse per i loro colori dissonanti e intensi fino al massimo della loro lunghezza d'onda, i quadri di Giorgio Ulivi sembrerebbero a chi segue piuttosto i capricci del gusto invece della permanenza dell'arte, dei quadri fuori tempo, estranei cioè alle mode dei nostri giorni. Certo, in un ventennio che ha favorito e imposto dei prodotti artistici fatti più spesso con materiali grezzi o " ready made", una pittura così raffinata, precisa e dichiarata, non può non sembrare un risultato difficile da omologare. Si tratta di una pittura fatta soltanto per gli occhi, per le sensazioni visive, quelle che gli impressionasti chiamavano "petites sensations, di una pittura moderna, cioè affrancata da qualsiasi soggezione alla letteratura, da qualsiasi dipendenza dalla parola, di una pittura veramente libera: Ulivi lavora in silenzio, controcorrente non segue la moda né i centri, dai quali viene distribuito il successo a piene mani a chi è disposto a seguire la potente reazione in atto, contro le conquiste fatte dal modernismo e dall'astrattismo, dal dopoguerra in poi. Perché è innegabile che da oltre un ventenni, la cultura artistica internazionale ufficiale è nelle mani dei mercanti, di critici d'arte compiacenti, di direttori di Musei alla ricerca della novità per ogni stagione, di giornalisti, di speculatori e investitori. di coloro i quali vengono definiti a New York, i "taste makers" ovvero i manipolatori del gusto. Questi sono però fenomeni di natura culturale e sociologica piuttosto che creativa e riguardano semmai, quegli artisti i quali operano appunto in funzione degli aspetti contingenti della cultura e non i pittori saldamente legati alla tradizione del linguaggio moderno e alle sue profonde innovazioni, come Giorgio Ulivi. Una sua tela a fondo blu o rosso con quelle strisciate di luce che contengono lo scatto repentino di lampi gialli e verdi e turchini, il dinamismo di quelle immagini, sono proprio l'emblema di quell'eredità che da Cèzanne a Balla a Mondrian ancora porta vitalità alla pittura di oggi (Piero Dorazio)

Il rifiuto della costrizione, il senso di una profonda libertà e di un estremo rigore, la ricerca continua, inquieta, mai paga di se stessa costituiscono la cifra artistica di Giorgio Ulivi che non vive la condizione dell'essere artista, ma del diventare artista: non uno stato, dunque, ma un processo, un percorso in continuo divenire.... Un percorso di frontiera - sempre - che si apre al futuro, memore però di un passato che dialoga con il presente e si fa stimolo dinamico;acquisizione consapevole e mai nostalgica. (Anna Brancolini)

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