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Centro Studi e Ricerche d'arte 

Claudio Lia

 

Claudio Lia, acuto autore romano fondatore di “Arte INdivisa” (realtà fondata nel maggio 2010 per la mediazione tra realtà sociale e Istituzione Polizia di Stato da un gruppo di artisti appartenenti al Dipartimento della Pubblica Sicurezza curati da Roberta Di Chiara), indaga l’attenta valutazione ambientale in chiare risposte ai drammi sociali. Esprime attraverso vigore plastico, delicati sospiri esternati in chiare denunce. Si impone allo sguardo per il confronto con gli altri, diffondendo pensieri vitali.

Profilo Biografico

Vive e lavora a Roma dove ha frequentato il Liceo artistico e L'Accademia di Belle Arti. Si laurea in seguito in Psicologia per indagare il suo Io in tumulto.
Nello studio del maestro Jaber Alwan ha modo di conoscere e contaminarsi con il gruppo di Ennio Calabria e con esso cresce il suo istinto coloristico.
Nel 2010 fonda con Roberta Di Chiara, Giorgio Bisanti ed Antonio Scarpelli il gruppo artistico "Arte INdivisa".

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Testi critici

"Esiste una via univoca per dare senso alla rappresentazione di un reale che ci appartiene solo perché immaginato da un racconto o da una lettura? Probabilmente no. Esiste una continua via di mediazione che permette alla mano che agisce nella rappresentazione, ed ai colori, finanche al supporto, di rendere con personale oggettività quel senso di straniato spavento, forte emozione, o delicata sensazione che quella realtà, mediata o immaginata hanno suscitato. Nelle opere di Lia c'è la chiara sensazione che il vissuto suo e altrui, tendano ad emergere dall'abisso dei ricordi, mescolandosi all'esperienza ed alla vita, per giungere ad accarezzare i sensi con graffi di anime perse, realtà che gridano in apparenti silenzi, ma anche serene visioni e delicate atmosfere. Il caleidoscopico variare di sensazioni che caratterizza l'opera di Lia è il germe della sua arte, tutta votata ad una rappresentazione che supera il figurativismo per andare oltre alla semplice apparenza della realtà ad esplorarne i contenuti, scavandone gli strati più superficiali ed arrivare nella profondità di un sottosuolo ricco delle archeologie dell'animo umano e di tutte le sue più sconvolgenti miserie" (Michele Govoni)

"Pennellate veloci, segni istintuali, cromatiche violente: una sorta di corpo-a-corpo con la tela. La pittura espressionista di Lia arriva con forza spostando la visione dall'occhio all'interiorità dell'osservatore. La sua indole e gli studi di psicologia lo portano ad indagare i diversi aspetti dell'Essere,  destrutturandolo e riducendolo a livello di maschera con volti dai lineamenti appena accennati o confusi, per poi restituirgli prepotentemente sentimento e passione." (Roberta Di Chiara)

Effetti ispirati da una attenta valutazione ambientale. Retaggi di memorie incidenti, valenze dell'essere riproposte con chiare risposte al dramma. Contuse visioni dell'esistenza, plasticismi vibranti, sferzate letture di sé. Moto costante e fervore di analisi dettati da esigenze profonde di risposte, mutazioni, cambiamenti sociali richieste di forza e delicati sospiri intimistici, gridati in teatrali effetti esternati in chiare denunce.. L'opera di Claudio Lia, non solo si impone allo sguardo, ma induce a porsi questi, trovare soluzioni partendo dall' evidente raccolta di quanto di positivo può nascere dal confronto con gli altri. Ne legge i contenuti, ne rivaluta i messaggi, e con abile forza del tratto diffonde pensieri con Vivido segno di vita. (Alessandra Lucia Coruzzi)

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